Abbinamento oggetti e immagini: attività per autismo e disabilità intellettiva (B.2.2 – B.2.3)

Scopri come proporre attività di abbinamento oggetti-oggetti e oggetti-immagini per autismo e disabilità intellettiva. Guida completa con prompt, aiuti, rinforzo e prerequisiti visuo-percettivi..

Attività di abbinamento oggetti- immagini per autismo e disabilità intellettiva

Nel lavoro quotidiano con bambini e ragazzi con autismo o disabilità intellettiva è fondamentale intervenire sui prerequisiti visuo-percettivi, ossia quelle abilità che permettono di accedere in modo efficace alle attività didattiche. 

Un’attività molto utile in questo senso è l’abbinamento: sia l’abbinare oggetti non identici tra loro, sia l’abbinare oggetti a immagini (e viceversa), prerequisiti che fanno riferimento agli items B.2.2 e B.2.3 della nostra “guida gratuita per genitori e insegnanti”.

Nel video che accompagna questo articolo, ti mostriamo due attività:

  • la prima in cui viene richiesto di abbinare oggetti non identici (ma simili)
  • la seconda in cui l’obiettivo è abbinare oggetti a immagini, ovvero preparare il terreno per l’uso di strumenti di comunicazione visiva (CAA) o schede strutturate.
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Perché questa abilità è importante

Se un bambino non possiede ancora l’abilità di riconoscere somiglianze tra oggetti diversi, o di associare un oggetto concreto alla sua rappresentazione visiva, incontrerà difficoltà maggiori nelle attività scolastiche o didattiche più semplici.
Ad esempio: se non capisce che l’immagine di una mela rappresenta la mela reale, non potrà usare efficacemente un sistema a immagini (come una tabella CAA) per comunicare.

Nel nostro video spieghiamo che proprio questo salto cognitivo (“oggetto ↔ immagine”) è cruciale.

Descrizione delle attività di abbinamento oggetti-immagini

Attività A – Abbinare oggetti non identici
Materiali semplici, presenti a casa o a scuola: oggetti simili ma non identici. L’obiettivo è che la persona impari a discriminare e associare oggetti con caratteristiche simili ma non identici tra loro (abilità di generalizzazione): sviluppando scanning visivo, attenzione e collaborazione.

Attività B – Abbinare oggetti a immagini (e viceversa)
In questa fase più avanzata il bambino impara che un’immagine può rappresentare un oggetto concreto: elemento fondamentale per la CAA. Si possono usare fotografie, immagini stampate e plastificate.

Come proporre l’attività – passo dopo passo
  • Presenta un numero limitato di stimoli (es. 3 oggetti o 3 immagini) per iniziare.
  • Dai l’istruzione verbale chiara: ad esempio “Abbina”, “Metti uguale”.
  • Scegli il tipo di aiuto/prompt adeguato al livello del bambino: fisico totale → gestuale totale→ gestuale parziale.
  • Fai in modo che l’oggetto da abbinare (o l’immagine) non sia sempre nello stesso punto: varia la disposizione per evitare apprendimenti meccanici.
  • Quando l’abbinamento avviene in autonomia o quasi, rinforza immediatamente: lodi, segnali positivi, piccolo premio.
  • Gradualmente aumenta la difficoltà: più stimoli, stimoli più simili tra loro, maggiore autonomia richiesta.
L’utilità per strumenti di comunicazione e didattica

L’attività B è particolarmente importante se si prevede l’introduzione di sistemi di comunicazione aumentativa alternativa (CAA), come immagini, simboli, pittogrammi o tavolette. Senza la capacità di associare oggetto ↔ immagine, l’uso della CAA può risultare inefficace.

Errori da evitare e consigli pratici
  • Evita di dire “Hai sbagliato” o “Non era qui”: meglio offrire un aiuto aggiuntivo temporaneo che sottolineare l’errore, per non generare frustrazione.
  • Non proporre un numero elevato di stimoli all’inizio.
  • Usa materiali interessanti e variabili per mantenere la motivazione.
  • Fai in modo che l’ambiente sia ordinato, privo di distrazioni.
  • Monitora il progresso: quando la persona riesce con 3 elementi senza aiuto, puoi passare a 5-6 stimoli.
Conclusione

Le attività di abbinamento – oggetto/oggetto e oggetto/immagine – costituiscono un pilastro nella preparazione alle attività didattiche e alla comunicazione visiva per bambini con autismo o disabilità intellettiva.

Con la giusta strutturazione, supporti adeguati e rinforzi, tali attività possono aprire la strada a apprendimenti più complessi e a una maggiore partecipazione comunicativa.

Dott.ssa Giulia Rosato

Educatrice Professionale

Analista del comportamento

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