Attività associazioni logiche per autismo e disabilità: a cosa serve e perché questo prerequisito è essenziale (item B.2.6)

Nel lavoro educativo e didattico con bambini e ragazzi con autismo o disabilità intellettiva è fondamentale intervenire sui prerequisiti visuo-percettivi e logico-cognitivi.

Uno degli obiettivi centrali in questo contesto è l’item B.2.6 – Abbina immagini associate logicamente tra loro, permette di sviluppare la capacità di riconoscere relazioni di significato tra stimoli diversi.

Questo tipo di attività non solo sostiene l’apprendimento e la comunicazione, ma facilita l’accesso alle esperienze scolastiche e quotidiane.

Obiettivo dell’attività di associazioni logiche nell’autismo

L’obiettivo didattico dell’attività di associazioni logiche per l’autismo è il seguente: «quando viene presentata una serie di oggetti o di immagine e viene richiesto un abbinamento mediante l’istruzione “abbina”, lo studente sarà in grado di associare in modo indipendente e corretto un oggetto all’oggetto ad esso correlato nella serie.
In pratica, il bambino o ragazzo viene guidato a capire che due elementi, pur diversi nella forma o nell’aspetto, sono collegati da una relazione logica o funzionale (ad esempio: spazzolino → dentifricio; chiave → porta; farfalla → fiore).
Questa abilità rappresenta un salto cognitivo importante: dalla semplice discriminazione visiva alla comprensione delle relazioni tra oggetti, che costituisce la base per il pensiero analogico e concettuale.

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Materiali e modalità operative

Materiali per strutturare l’attività di associazioni logiche:

vari oggetti o immagini correlate logicamente tra loro, scelti tra item che sono già familiari per la persona (es. utensili di cucina, oggetti della casa, strumenti di gioco).

Impostazione didattica:
  • sedersi al tavolo di fronte al bambino, preferibilmente in posizione resa comoda e stabile, con vista chiara del materiale.
  • disporre una “matrice” di stimoli (inizialmente piccola, ad esempio 3 immagini) sul tavolo.
  • fornire la consegna verbale (“Abbina”, “Metti con quello che va insieme”, “Con cosa va questo?”) mentre si consegna l’immagine oggetto.
Prompt iniziali e progressione:
  1. Prompt fisico totale (mano-mano) se necessario.
  2. Prompt fisico parziale (assistenza al polso/gomito).
  3. Prompt gestuale (indicare l’immagine corretta).
  4. Ritardo temporale (time delay) per favorire una risposta autonoma.

Rinforzi e feedback: ogni risposta corretta va accompagnata da un elogio specifico, un piccolo premio motivante o rinforzo sociale.
Riduzione dell’aiuto: quando il bambino o ragazzo inizia a rispondere correttamente, gradualmente ridurre il livello di prompt fino alla risposta indipendente.
Progressione della difficoltà: aumentare il numero di immagini nel tavolo (da 3 a 6), variare gli stimoli, includere sia oggetti reali che immagini 2D, e ruota la posizione delle tessere per evitare un apprendimento basato sulla posizione.

Perché è così utile?

L’attività di associazioni logiche per l’autismo svolge diverse funzioni cruciali nell’apprendimento:

  • Costruzione del pensiero logico: il bambino e ragazzo impara a percepire relazioni e connessioni piuttosto che semplici somiglianze visive.
  • Preparazione al linguaggio e alla comunicazione aumentativa: riconoscere il legame spazzolino-dentifricio o chiave-porta significa dare significato all’oggetto e alla relazione, e questo facilita l’uso di immagini o simboli per comunicare.
  • Supporto all’apprendimento scolastico: quando il bambino o ragazzo sviluppa la competenza di riconoscere relazioni tra stimoli, diventa più abile nel comprendere schede visive, istruzioni, concetti astratti.
    In sintesi, senza questa abilità il bambino o ragazzo può imparare a “riconoscere” un oggetto ma non a “capire” come si relaziona con altri elementi dell’ambiente — e questa comprensione è ciò che permette di accedere a livelli più alti di apprendimento e comunicazione.
Suggerimenti pratici per genitori e insegnanti
  • Utilizzare oggetti o immagini che fanno parte della routine quotidiana di tuo figlio o alunno , per aumentare la motivazione e la familiarità.
  • Alternare momenti di gioco libero e momenti strutturati di apprendimento: ad esempio far scegliere spontaneamente due oggetti che “vanno insieme” prima della fase guidata.
  • Integrare l’attività in routine più ampie: durante il bagno, il pasto, il gioco all’aperto.
  • Collaborare tra tutti i membri della rete: genitori, insegnante di sostegno e terapista affinché l’attività abbia continuità casa-scuola e si condividano materiali e criteri di rinforzo.
Conclusione

L’attività di abbinamento immagini associate logicamente tra loro(item B.2.6) non è un semplice esercizio: è una tappa fondamentale nel percorso di sviluppo cognitivo e comunicativo del bambino con autismo o disabilità intellettiva.

Introducendola con cura, gradualità e supporto motivante, si offrono al bambino le basi per riconoscere relazioni, comunicare in modo funzionale e partecipare attivamente al contesto scolastico e quotidiano.

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Dott.ssa Giulia Rosato

Educatrice Professionale

Analista del comportamento

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