Attività per bambini autistici: sviluppare il linguaggio ricettivo con oggetti (C.2.1)
Come aiutare un bambino autistico a comprendere meglio il linguaggio?
Tra le attività per bambini autistici più efficaci per potenziare le abilità comunicative vi è il lavoro sul linguaggio ricettivo, cioè la capacità di comprendere e rispondere a istruzioni verbali.
L’attività si svolge al tavolo, in un contesto strutturato, e si basa sui principi dell’Analisi Comportamentale Applicata (ABA). Può essere proposta sia a scuola che a casa da insegnanti, educatori e genitori opportunamente formati.
Guarda il video: esempio pratico di attività al tavolo
Nel nostro video gratuito puoi vedere passo dopo passo come impostare questa attività con tre oggetti comuni.
Attività per bambini autistici: Cos’è il linguaggio ricettivo?
Il linguaggio ricettivo è la capacità di comprendere ciò che viene detto e rispondere in modo adeguato, anche se non si utilizza il linguaggio verbale in uscita.
Nell’ambito dell’ABA, questa abilità viene chiamata “risposta dell’ascoltatore”: il bambino risponde con un comportamento non verbale (es. prende un oggetto) a una istruzione verbale (es. “prendi la matita”). Si tratta della risposta non verbale che un bambino mette in atto in seguito a un’istruzione verbale data da un adulto (ad esempio “dammi la palla” → il bambino prende e consegna la palla).
Sviluppare il linguaggio ricettivo è essenziale per la vita quotidiana, perché permette al bambino di:
- seguire indicazioni verbali;
- sviluppare interazioni più efficaci con gli adulti e i pari.
- migliora la comprensione delle richieste dell’insegnante;
- consente una maggiore partecipazione alle attività di gruppo;
- è prerequisito per l’autonomia personale;
- facilita la partecipazione alle attività scolastiche e domestiche;
- favorisce il legame comunicativo con adulti e compagni.
A chi proporre questa attività?
Questa attività è indicata per:
- bambini con autismo non verbale o a linguaggio emergente;
- alunni con ritardo cognitivo o comunicativo;
- bambini che conoscono pochi oggetti o parole
- bambini che stanno acquisendo le prime abilità comunicative funzionali;
È preferibile che il bambino o ragazzo:
- sia ben motivato (abbia rinforzatori graditi);
- abbia un livello base di attenzione e autoregolazione.
Quando e dove proporla?
L’attività può essere inserita:
- come momento individuale durante le ore di sostegno;
- come attività strutturata nella giornata;
- all’interno del PEI come obiettivo specifico di comunicazione (comprensione verbale).
Se desideri supporto per attuare queste strategie o un percorso strutturato per tuo figlio o il tuo studente, puoi contattarci o esplorare i nostri corsi online dedicati a genitori, insegnanti ed educatori.
Attività per bambini autistici: come strutturarla passo dopo passo
- Predisposizione dell’ambiente
- Tavolo ben definito e privo di oggetti che possono fungere da “distrattori”.
- Ambiente calmo, senza rumori forti o stimoli distraenti.
- Il bambino deve sedersi comodamente, con postura eretta e contatto visivo, se possibile.
- Materiali da utilizzare
Scegli 3 oggetti concreti (preferibilmente di uso quotidiano per iniziare) molto distinti tra loro. Esempi:
- bicchiere, macchinina, palla
- spazzola, cucchiaio, peluche
- libro, cucchiaio, telefono giocattolo
- Evita oggetti con nomi simili (es. sapone/saponetta) o con forme molto vicine tra loro.
Consiglio pratico: tieni a portata di mano una scatola con materiali già pronti divisi per categorie (oggetti della cucina, della scuola, del bagno, dei giochi…).
- Come dare l’istruzione
- Ottieni l’attenzione del bambino: chiamalo per nome, guarda se ti guarda.
- Dai un’istruzione semplice e diretta, es. “dammi la palla” o “prendi il libro”.
- Aspetta la risposta fino a 5 secondi prima di fornire un aiuto (prompt).
- Se il bambino non risponde correttamente
- Fornisci un prompt adeguato:
- gestuale (indichi l’oggetto);
- fisico (guidi la mano);
- verbale (ripeti più lentamente);
- Rinforza sempre il comportamento corretto, anche se ottenuto con aiuto.
Esempio:
Istruzione → il bambino non risponde → indichi l’oggetto → il bambino prende l’oggetto → Lode verbale: “Bravissimo!” → piccolo premio o accesso a un gioco.
- Ripetizione e consolidamento
- Fai almeno 10 prove (trial) per ogni oggetto.
- Varia la posizione degli oggetti sul tavolo a ogni prova.
- Mantieni un ritmo regolare, evitando tempi morti o attese prolungate.
Obiettivo: 8 risposte corrette su 10 per considerare l’oggetto “acquisito”.
Esempi pratici di istruzioni ricettive da usare a scuola
| Oggetto | Istruzione verbale | Comportamento atteso |
|---|---|---|
| Forbici | “Dammi le forbici” | Il bambino porge le forbici |
| Penna | “Prendi la penna” | Il bambino afferra la penna |
| Libro | “Metti il libro sul tavolo” | Il bambino sposta l’oggetto |
| Astuccio | “Prendi l’astuccio” | Il bambino prende l’oggetto corretto |
Puoi adattare le istruzioni a seconda del livello di sviluppo del bambino e del contesto scolastico.
Come generalizzare l’abilità
Una volta acquisita l’associazione nome-oggetto, è fondamentale che il bambino usi questa abilità in altri contesti, ad esempio:
- in bagno (“prendi il sapone”);
- a tavola (“porta il bicchiere”);
- a scuola (“apri l’astuccio”);
- nel gioco simbolico.
Per farlo:
- proponi l’attività con nuovi oggetti;
- cambia ambiente e persona che dà l’istruzione;
- inserisci le istruzioni durante le routine quotidiane.
Quali sono i benefici di un’attività come questa?
- Potenzia la comprensione verbale funzionale.
- Costruisce le basi per l’autonomia in casa e a scuola.
- Favorisce una relazione comunicativa più efficace.
- È replicabile anche da insegnanti e genitori formati, non solo da terapisti.
Come implementare gli aiuti (prompt) in modo efficace
Nel prossimo articolo (e video) analizzeremo nel dettaglio:
- i diversi tipi di prompt (fisici, gestuali, modellamento, ecoici);
- quando usarli e come scalarli gradualmente;
- cosa fare in caso di errore;
- come valutare il livello di supporto necessario per ogni bambino.
Un’attività non basta: serve un progetto globale
È importante ricordare che, per essere efficace e duraturo, lo sviluppo delle abilità comunicative nei bambini autistici deve avvenire:
- all’interno di un progetto educativo e riabilitativo integrato;
- con interventi personalizzati in base al profilo funzionale del bambino;
- con la supervisione di professionisti esperti in ABA, in sinergia con educatori, insegnanti e famiglie.
Dott.ssa Giulia Rosato
Educatrice professionale
Analista del comportamento
Riferimenti Bibliografici
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Pelios, L. V., & Sucharzewski, A. (2004). Teaching receptive language to children with autism: A selective overview. The Behavior Analyst Today, 4(4), 378.
Sitografia
Questo sito fornisce linee guida su interventi efficaci, supporti nella comunicazione, inclusione del bambino a scuola e strategie da usare in contesti educativi:
