Attività Didattica per l'Autismo: Usare i Regoli per Insegnare a Copiare

Usare i regoli colorati è un modo efficace per stimolare la capacità di copiare da un modello in bambini e ragazzi con autismo: un'abilità molto utile per la didattica, che allena anche la performance visuo-percettiva e la capacità attentiva, sia a casa che a scuola.

In questo articolo trovi come strutturare l’attività, quali aiuti fornire e come aumentare gradualmente la difficoltà, oltre a un’attenzione particolare su quando usare e quando evitare le istruzioni verbali.

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Come strutturare l’attività con i regoli?

Per iniziare, crea delle card con il modello che la persona dovrà copiare. Parti da card (2D) semplici, con contrasti di colore forti, per poi aumentare progressivamente la difficoltà incrementando il numero di colori, le posizioni e il numero di regoli utilizzati.

Quali aiuti fornire in questa attività Didattica per l’Autismo?

Le difficoltà nell’area del linguaggio ricettivo sono tipiche nei disturbi dello spettro autistico, a causa di un problema nella processazione delle informazioni uditive: per questi bambini, l’informazione trasmessa oralmente risulta più difficile da comprendere rispetto a quella trasmessa visivamente. Ecco perché, nella pratica educativa, gli stimoli visivi funzionano spesso meglio di quelli puramente uditivi.

Guida fisica totale

Il primo aiuto da fornire nella fase di apprendimento è una guida fisica totale, mano sopra la mano: si guida la persona a svolgere il compito correttamente, evitando che sperimenti la frustrazione dell’errore.

Prompt gestuale

Per ridurre gradualmente l’aiuto, si passa al prompt gestuale: l’indicazione della posizione corretta senza più guidare fisicamente il movimento.

Il modello come correzione

Nelle fasi iniziali la persona probabilmente sbaglierà: in questo caso si guida mostrando un modello, così da far vedere l’azione corretta, per poi riproporre il compito. Al termine, si fornisce sempre un rinforzo verbale (“ben fatto!”) o il rinforzo più adatto alla persona.

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Come gestire la gradualità tra i livelli di difficoltà?

Nelle fasi iniziali è fondamentale partire da una sovrapposizione totale dei regoli sul modello, fornendo l’istruzione “metti uguale” a ogni inizio compito. Si parte con guida fisica, si passa poi al prompt gestuale e infine, se necessario, a un modello di correzione. È importante continuare con questa modalità di sovrapposizione finché il bambino o alunno non svolge il compito in completa autonomia, ricordando di rinforzare sempre l’abilità in fase di acquisizione.

Il passo successivo consiste nel portare l’attenzione da sinistra a destra, copiando l’intero modello in una seconda area di lavoro delimitata appositamente. Anche in questo caso, si riparte dalle card più semplici già utilizzate per la sovrapposizione, per garantire la giusta gradualità, riutilizzando gli stessi aiuti visti in precedenza applicati a questo nuovo livello di difficoltà.

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Quando usare (e quando evitare) le istruzioni verbali?

È possibile guidare l’attenzione della persona con prompt verbali, come “guarda qui”, “metti uguale a questo” oppure “metti il regolo giallo qui”, ma solo quando si è sicuri che la persona comprenda le istruzioni verbali. In caso contrario, il linguaggio diventa solo uno stimolo distraente in questo tipo di attività.

In assenza di comprensione verbale, è preferibile togliere il linguaggio vocale e, nella fase di apprendimento dell’abilità, fornire solo guida fisica, indicazioni gestuali o un eventuale modello, almeno finché l’abilità non sarà completamente acquisita e svolta in autonomia. Infine, sempre il rinforzo.

Attività didattica e  autismo – FAQ e Domande frequenti

A scuola è fondamentale proporre compiti che favoriscano la concentrazione e l’apprendimento visivo in modo altamente prevedibile. Un’ottima attività didattica autismo consiste nell’insegnare a copiare da un modello utilizzando i regoli colorati o le card 2D. Questo esercizio non solo getta le basi per i futuri compiti di scrittura, ma allena specificamente la performance visuo-percettiva e la capacità attentiva dell’alunno, partendo da un livello base di sovrapposizione fino ad arrivare alla copia in un’area di lavoro separata.

Con un bambino autistico è consigliabile proporre compiti pratici e visivi ben definiti. Si può iniziare con un’attività didattica autismo basata sull’imitazione o sulla copia di sequenze con regoli e blocchi, partendo da modelli con forti contrasti di colore. L’importante è strutturare il compito iniziando con una guida fisica totale, passando poi a un prompt gestuale, e fornendo sempre un rinforzo positivo al termine dell’esercizio. Se la comprensione verbale non è ancora consolidata, è fondamentale limitare le istruzioni a voce per evitare distrazioni.

Le metodologie più efficaci e validate, come l’Analisi Comportamentale Applicata (ABA), si basano sull’insegnamento strutturato, sull’apprendimento senza errori e sull’uso sistematico di aiuti (prompt) sfumati gradualmente. Quando si progetta una qualsiasi attività didattica autismo, queste metodologie prevedono la scomposizione del compito in piccoli passi sequenziali (come passare dalla sovrapposizione totale alla copia da sinistra a destra) e l’erogazione costante di rinforzi per consolidare le abilità fino al raggiungimento della completa autonomia.

Le attività di abbinamento (o matching) insegnano alla persona a riconoscere uguaglianze e differenze visive, un prerequisito cognitivo essenziale. Un classico esempio all’interno di un’attività didattica autismo è la sovrapposizione: si chiede al bambino di posizionare dei regoli colorati esattamente sopra un modello stampato su una card (fornendo l’istruzione “metti uguale”). Questa fase iniziale a basso margine di errore è necessaria prima di introdurre compiti più complessi che richiedono di spostare l’attenzione in una seconda area di lavoro.

Le attività strutturate sono compiti in cui l’ambiente, i materiali e le aspettative sono organizzati in modo chiaro per ridurre l’ansia e massimizzare l’apprendimento. Ogni attività didattica autismo strutturata, come l’esercizio di copia con i regoli, prevede un inizio e una fine evidenti, l’uso di aiuti calibrati sul livello del bambino (guida fisica, prompt gestuale o presentazione di un modello di correzione) e una gestione graduale della difficoltà, garantendo un apprendimento privo di frustrazioni.

Articolo a cura di Giulia Rosato, educatrice professionale e analista del comportamento (ABA), fondatrice di Progetto Autismo Per Tutti.

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