Attività Didattiche per Bambini Autistici: Guide e Aiuti nella Categorizzazione

Scegliere e implementare correttamente delle attività didattiche per bambini autistici non è mai semplice, perché ogni bambino è diverso e ha caratteristiche proprie. In questo articolo trovi come strutturare passo dopo passo un'attività di categorizzazione (dividere degli item per categoria di appartenenza), con la sequenza corretta di prompt (aiuti) da fornire e come ridurli gradualmente verso l'autonomia.

Attività didattiche per bambini autistici: come iniziare?

In un’attività didattica per l’autismo è sempre molto importante, per prima cosa, chiarire verbalmente al bambino il compito che dovrà svolgere e quello che insieme si andrà a imparare, in questo caso, illustrandogli le tre categorie in cui dovrà collocare le immagini.

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Attività didattiche per l’autismo: struttura e aiuti nella categorizzazione

1. Prompt verbale totale

Il primo aiuto da fornire: si dice il nome dell’item e la categoria a cui appartiene (ad esempio, mostrando un vestito: “questo è un vestito, è un abbigliamento“).

2. Prompt fisico totale

In caso di grosse difficoltà a comprendere il compito, si può aiutare il bambino accompagnando fisicamente la sua mano a posizionare l’immagine sulla categoria corretta.

3. Prompt fisico parziale (fading)

Per ridurre gradualmente il prompt fisico totale, si passa a una minima guida del polso o del gomito del bambino, per direzionare dove dovrà collocare l’immagine: la guida fisica è ridotta, ma si continua a evitare che il bambino sbagli.

4. Prompt gestuale

Nel corso delle sessioni di lavoro, si riduce ulteriormente l’aiuto fornendo un prompt gestuale, limitandosi a indicare con il dito la categoria di appartenenza.

Perché evitare l’errore è così importante: molte ricerche scientifiche e le evidenze consolidate nel trattamento ABA riportano che la frustrazione sperimentata dal bambino in caso di errore peggiora notevolmente l’andamento dell’apprendimento. Da qui l’importanza di fornire gli aiuti giusti fin dall’inizio.

L’obiettivo finale è che il bambino divida per categoria di appartenenza gli item rappresentati nelle immagini in totale autonomia, senza più bisogno di alcun prompt.

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Quali prompt scegliere, dal più al meno intrusivo?

Nell’attività di categorizzazione, i prompt vanno scelti seguendo questa gerarchia, dal più intrusivo al meno intrusivo:

  • Prompt verbale totale
  • Prompt fisico totale
  • Prompt fisico parziale
  • Prompt gestuale

Da quale aiuto partire e la modalità di fading (riduzione graduale) vanno sempre supervisionati e concordati con un analista del comportamento sulla base di una profonda conoscenza del singolo caso specifico.

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Attività di categorizzazione per l’autismo: perché sceglierla?

Nella proposta di attività didattiche per bambini autistici, l’idea di fondo è sempre quella di un lavoro a più livelli che favorisca la generalizzazione delle abilità. L’attività di categorizzazione, in particolare, può diventare un punto di partenza per ampliare anche il linguaggio, sia verbale che non verbale (ad esempio attraverso strumenti di CAA).

Attraverso questa attività si può lavorare contemporaneamente su diverse aree del linguaggio:

  • Linguaggio ricettivo / risposta dell’ascoltatore: “tocca/dammi/fammi vedere tutti gli animali”, “tutti gli oggetti d’arredamento”…
  • Tact / etichettamento / denominazione: imparare a denominare le categorie (frutta, verdura, abbigliamento, animali, veicoli…)
  • Intraverbale / capacità di rispondere a domande: “Che cos’è un cane?” → “Un animale!”, oppure “Dimmi un tipo di frutto” → “La mela”

In questo modo si lavora contemporaneamente su categorizzazione e ampliamento del linguaggio.

Attività didattiche per bambini autistici – FAQ

Dipende dal livello di difficoltà del bambino nel compito specifico: se ha bisogno di molto supporto si parte da un prompt più intrusivo (verbale totale o fisico totale), per poi ridurlo gradualmente. La scelta va sempre valutata caso per caso.

Le evidenze scientifiche nel trattamento ABA mostrano che la frustrazione legata all’errore peggiora l’andamento dell’apprendimento. Per questo si fornisce sempre un aiuto sufficiente a garantire il successo, riducendolo solo gradualmente.

Attraverso il fading: si passa dal prompt più intrusivo (verbale totale, fisico totale) a uno via via meno invasivo (fisico parziale, poi gestuale), fino alla completa autonomia della persona nell’esecuzione del compito.

No: è anche un’ottima occasione per ampliare il linguaggio, sia verbale che tramite CAA, lavorando su linguaggio ricettivo, denominazione delle categorie e capacità di rispondere a domande.

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