Attività per autismo: categorizzazione per funzione
Se stai cercando attività per autismo o per bambini con disabilità che siano davvero utili sul piano dell’apprendimento, della comunicazione e dell’autonomia, la categorizzazione per funzione è uno dei lavori più potenti (e spesso sottovalutati) da proporre a casa o a scuola.
In questa guida ti accompagno passo passo in un’attività strutturata (B.2.7 / C.2.9), adatta a bambini e ragazzi con autismo e/o disabilità intellettiva, che aiuta a sviluppare:
- pensiero astratto e concettuale (pensare “per concetti”, non per singoli oggetti)
- linguaggio funzionale (capire e usare “a cosa serve” un oggetto)
- comprensione di consegne (abilità chiave per la didattica)
- prerequisiti per CAA (Comunicazione Aumentativa Alternativa) e uso di simboli/immagini
In termini pratici: il bambino impara che oggetti diversi possono “servire allo stesso scopo” (es. sedia e divano → servono per sedersi). Questo passaggio è un vero ponte verso comunicazione e apprendimenti successivi.
Perché questa è una delle migliori attività per autismo (e non solo)
Molte difficoltà, nella quotidianità e nella didattica, non dipendono dal “non sapere le parole”, ma dal non avere ancora consolidato il concetto dietro la parola.
Esempio: se non è stabile il concetto di “bere”, sarà più difficile:
- comprendere istruzioni (es. “prendi qualcosa per bere” oppure domande “vuoi sederti?”)
- usare un’immagine per chiedere (CAA / PECS / tabelle)
- generalizzare tra oggetti diversi (acqua, succo, tè… “sempre bere”)
La categorizzazione per funzione allena proprio questo: non “come appare l’oggetto”, ma cosa ci fai con quell’oggetto.
Attività per autismo a casa e a scuola: obiettivi e benefici
L’attività consiste nel far abbinare immagini di oggetti a categorie funzionali come:
- per sedersi (sedia, divano, poltrona…)
- per bere (acqua, succo, tè…)
- per tagliare (forbici, coltello, tagliaunghie…)
- per asciugare/asciugarsi (asciugamano, phon, accappatoio…)
- per mettere sui piedi (scarpe, stivali, ciabatte…)
- per mangiare (forchetta, cucchiaio, piatto…)
L’obiettivo non è “indovinare”, ma costruire l’abilità con aiuti iniziali e riduzione progressiva dei prompt: dividere le immagini in base alla loro funzione.
A chi è adatta questa attività per l’autismo e la disabilità
Questa proposta è indicata quando vuoi potenziare:
- abilità visuo-percettive e cognitive di base (discriminazione, categorizzazione, generalizzazione)
- comprensione verbale (istruzioni semplici)
- uso funzionale del linguaggio
- prerequisiti per attività didattiche strutturate
- prerequisiti per CAA
È particolarmente utile se noti che il bambino:
- tende a fissarsi su dettagli (colore/forma) più che sul significato
- fatica a generalizzare (usa “sedia” solo per UNA sedia specifica)
- fatica a usare immagini/simboli in modo funzionale
- ha bisogno di attività molto chiare, guidate e ripetibili
Materiali: cosa serve (versione semplice e versione strutturata)
Versione 1 — Super semplice (ideale per iniziare)
- 3 cartoncini di colori diversi
- immagini reali (foto di oggetti veri, meglio se familiari)
- velcro/plastificatrice
- rinforzi (sociali + eventuali materiali/attività gradite)
Esempio pratico:
- Cartoncino rosso → “per sedersi”
- Cartoncino giallo → “per bere”
- Cartoncino verde → “per tagliare”
Poi proponi immagini come: divano, sedia, tè, acqua, forbici, coltello, ecc.
Versione 2 — Strutturata (schede con “funzione” visiva)
- schede plastificate con immagine della funzione in alto (es. una persona che beve)
- set di immagini da abbinare
- quaderno ad anelli per creare lavoro autonomo
Questa versione è ottima per:
- aumentare l’autonomia
- ridurre la dipendenza dall’istruzione verbale
- creare routine di lavoro al banco
Come si imposta l’attività (passo passo)
1) Parti “facile”: poche funzioni e immagini molto chiare
All’inizio usa:
- 3 funzioni massimo
- 3 immagini per funzione
- immagini con significato evidente e quotidiano
Meglio poche cose fatte bene, con successo, che tante cose confuse.
2) Dai un’istruzione breve e coerente
Esempi:
- “Dividi.”
- “Abbina.”
- “Dove va acqua?”
- “Metti con bere.”
All’inizio puoi essere più esplicito:
- “Acqua serve per bere. Mettila qui.”
3) Usa gli aiuti (prompt) senza paura… ma con un piano per ridurli
È normale partire assumendo che l’abilità non sia presente.
Prompt possibili (dal più invasivo al meno invasivo):
- Guida fisica totale (mano sopra la mano)
- Guida fisica parziale (tocchi leggeri, avvio movimento)
- Guida gestuale totale (indichi finché non risponde dove mettere)
- Guida gestuale parziale (indico per 1 secondo)
- Prompt verbale (“serve per…”)
- Attesa (attendo per risposta autonoma)
Regola pratica:
- se non parte → aiuto
- se sbaglia → aumenti leggermente l’aiuto per favorire successo e ridurre frustrazione
- se riesce → riduci l’aiuto nella prova successiva
4) Rinforza subito la risposta corretta
Ricorda di rinforzare (dare un feedback o rinforzatore) ad ogni risposta corretta per aumentare la probabilità che l’abilità si ripresenti.
Esempi:
- “Ottimo!”
- “Perfetto, bravissimo.”
- token / sticker / breve accesso a un’attività gradita (se usi sistemi strutturati)
Come evitare errori comuni (e far funzionare l’attività)
Errore 1: usare sempre lo stesso colore per la stessa funzione
All’inizio il colore aiuta a organizzare, ma poi va evitata l’associazione rigida:
- cambia colori
- cambia posizione dei cartoncini
- alterna supporti (cartoncini, schede, tavolo)
Errore 2: aumentare troppo presto la difficoltà
Un criterio utile:
- quando le risposte corrette sono almeno 8 su 10 con aiuti ridotti, allora aumenti difficoltà.
Errore 3: “sottolineare l’errore”
Se sbaglia:
- non serve rimprovero o enfasi
- meglio: voce neutra + prompt più forte nella prova successiva
Obiettivo: alta probabilità di successo, apprendimento stabile, clima sereno.
Progressioni: 3 modalità per presentare l’attività (dalla più semplice alla più avanzata)
Modalità 1 — Cartoncini colorati e immagini (con categorizzazione libera)
- 3 cartoncini (funzioni)
- immagini da collocare sotto
Vantaggio: massima semplicità, ottima per iniziare.
Modalità 2 — Scheda con “funzione” visiva + 3 item corretti + 1 distrattore
- in alto: immagine che rappresenta la funzione (es. “mettere in testa”)
- sotto: 3 oggetti corretti (cappello/berretto/cuffia) + 1 distrattore
Vantaggio: più controllo sull’errore, lavoro molto guidato e pulito.
Modalità 3 — Tavolo con schede multiple e item sparsi (scansione visiva)
- 1–2 schede funzione sul tavolo
- a destra: immagini in ordine sparso da abbinare
Vantaggio: generalizzazione, aumento autonomia, abilità più “vicina alla realtà” e alla didattica.
Riduzione dei prompt: esempio pratico (molto utile)
All’inizio:
- “Stivali servono per i piedi. Metti qui.” (verbale + gestuale)
Poi: - “Stivali… dove va?” (solo domanda)
Poi: - “Abbina.” (istruzione minima + attesa)
L’idea è che la persona impari a “leggere” la funzione, non a dipendere dalle tue frasi.
Attività per autismo e CAA: perché la funzione degli oggetti è un prerequisito
Per usare bene immagini, simboli o tabelle, non basta “riconoscere” l’immagine: serve comprenderne il significato funzionale.
Se una persona non collega “bicchiere → bere”, sarà più difficile:
- chiedere “acqua” con un simbolo
- comprendere una sequenza visiva (prima bevo, poi gioco)
- usare immagini per esprimere bisogni
La categorizzazione per funzione è quindi un prerequisito concreto per rendere la CAA più efficace e meno “meccanica”.
Come trasformarla in lavoro autonomo (a casa o in classe)
Quando il bambino svolge gli abbinamenti con poca assistenza:
- plastifica le schede (con plastificatrice)
- mettile in un quaderno ad anelli
- predisponi una routine: “prendi quaderno → fai 2 pagine → rinforzo”
Questa struttura è spesso molto apprezzata:
- dai bambini (perché è prevedibile)
- dagli insegnanti/educatori (perché gestibile)
- dai genitori (perché trasferibile in autonomia)
Aumentare gradualmente la difficoltà (senza perdere motivazione)
Ecco alcune progressioni “pulite” che aumentano gradualmente la difficoltà del compito:
- Funzioni più simili (es. “asciugare” vs “lavare”)
- Più item sul tavolo (aumenta scansione visiva)
- 2 schede contemporaneamente
Sempre con la regola: aumento difficoltà solo quando la prestazione è stabile e l’aiuto è già in riduzione.
Scarica materiali e guida gratuita
Se vuoi lavorare in modo più completo sui prerequisiti e avere una traccia chiara degli obiettivi, puoi usare due risorse:
- Guida gratuita / Strumento di selezione degli obiettivi riabilitativi (per genitori e insegnanti): iscrivendoti alla nostra newsletter puoi riceverla e usarla per capire da dove partire e cosa proporre in modo coerente.
- Se desideri i materiali pronti da stampare (schede, immagini, set per funzione) e una progressione più ampia, li trovi all’interno del nostro corso base in tecniche comportamentali per genitori e insegnanti.
Domande frequenti (FAQ)
Questa attività va bene anche se il bambino con autismo o disabilità non parla?
Sì. L’attività può essere svolta anche senza linguaggio verbale, usando:
- istruzioni minime
- supporti visivi
- prompt gestuali/fisici iniziali
In molti casi è proprio un buon ponte verso comunicazione più funzionale.
Da che età si può proporre?
Non è tanto una questione di età, quanto di prerequisiti: capacità di stare al tavolo per pochi minuti, tollerare una guida, accettare rinforzi, fare abbinamenti semplici. Si può adattare molto.
Quante funzioni devo usare all’inizio?
In genere 2 o 3. Poche, chiare, con item molto discriminabili. Poi aumenti gradualmente.
Se sbaglia spesso, devo insistere o cambiare?
Se sbaglia spesso, di solito serve:
- aumentare aiuto (prompt)
- semplificare set
- ridurre numero di item
- migliorare rinforzo
Insistere con lo stesso livello di difficoltà tende a far crescere frustrazione e ridurre collaborazione.
Quanto tempo ci vuole per vedere miglioramenti?
Dipende dal profilo, dalla frequenza e dalla qualità della progressione. In molti casi i primi segnali arrivano quando:
- il prompt inizia a ridursi
- aumenta la velocità di risposta
- generalizza su oggetti nuovi della stessa funzione
Conclusione
Tra le attività per bambini autistici, la categorizzazione per funzione è una delle più “trasversali”: lavora su cognizione, linguaggio, didattica e comunicazione, con una struttura semplice ma estremamente potente.
Dott.ssa Giulia Rosato
Educatrice Professionale
Analista del comportamento
Se desideri supporto per attuare queste strategie o un percorso strutturato per tuo figlio o il tuo studente, puoi contattarci o esplorare i nostri corsi online dedicati a genitori, insegnanti ed educatori.
Vuoi ricevere gratuitamente il nostro strumento pratico per la selezione degli obiettivi e delle attività educative e riabilitative per bambini con autismo o altre disabilità?
Iscriviti subito alla nostra Newsletter: riceverai via e-mail la guida completa che ti aiuterà a individuare, passo dopo passo, gli obiettivi più adatti al livello di competenze del tuo bambino o alunno, insieme a tante idee operative per applicarli con successo.
Chiedi una nostra consulenza
Iscriviti al nostro canale Youtube
Iscriviti alla nostra newsletter Progetto Autismo per Tutti


