Diagnosi di Autismo: Cosa Fare Subito Dopo? Le Strategie Fondamentali da Attivare

Ricevere una diagnosi di autismo, o spettro autistico, soprattutto quando è presente anche una disabilità intellettiva, è un momento delicato per ogni famiglia di un bambino autistico.

Comprendere cosa fare subito dopo è fondamentale per attivare percorsi di supporto realmente efficaci.

In questo articolo, vediamo insieme quali sono i primi passi, gli interventi chiave da attivare e le strategie educative e riabilitative da implementare fin da subito appena si riceve la diagnosi di autismo, anche in attesa dell’insegnante di sostegno o del piano educativo individualizzato (PEI).

Cosa significa ricevere una diagnosi di spettro autistico con disabilità intellettiva?

La diagnosi di disturbo dello spettro autistico con disabilità intellettiva riguarda quei bambini autistici che, oltre a difficoltà nell’area della comunicazione e dell’interazione sociale, presentano un profilo cognitivo con deficit significativi. In questi casi, è spesso necessaria una copertura totale o quasi totale da parte dell’insegnante di sostegno, specie nella scuola dell’infanzia e nella primaria, primi anni in cui si lavora a livello intensivo e riabilitativo nella sintomatologia dello spettro autistico.

I due percorsi fondamentali da attivare dopo la diagnosi di autismo

  1. Il percorso sanitario: formalizzazione e attivazione del sostegno per l’autismo nella scuola infanzia e primaria

Dopo la diagnosi, è importante che il servizio pubblico (ULSS o ASL) formalizzi il profilo diagnostico e attivi i passaggi per garantire:

  • L’attribuzione ufficiale della diagnosi di spettro autistico con disabilità intellettiva;
  • L’attivazione del percorso scolastico personalizzato (PEI);
  • L’assegnazione dell’insegnante di sostegno e dell’assistenza specialistica, quando necessaria.
  1. Il percorso riabilitativo comportamentale: intervenire fin da subito

Parallelamente al percorso sanitario, è cruciale avviare un intervento riabilitativo strutturato e intensivo, basato sull’approccio ABA (Applied Behavior Analysis).

Questo intervento viene definito e coordinato da un esperto in tecniche comportamentali e ha l’obiettivo di:

  • Definire la diagnosi funzionale del bambino autistico;
  • Identificare punti di forza e di debolezza cognitivi;
  • Impostare obiettivi educativi personalizzati;
  • Coordinare tutti i caregiver coinvolti: genitori, insegnanti, assistenti.

Diagnosi funzionale nello spettro autistico: il punto di partenza per l’intervento riabilitativo

Uno degli step più importanti è passare dalla diagnosi “categoriale” (es. autismo con disabilità intellettiva) alla diagnosi funzionale, che descrive in dettaglio il profilo cognitivo dei bambini autistici.

Questa diagnosi analizza abilità come:

  • Comprensione verbale
  • Attenzione sostenuta
  • Abilità di linguaggio
  • Capacità di ragionamento e astrazione
  • Autonomie personali

Attraverso strumenti standardizzati (VB-MAPP, ABLLS-R, Vineland II, test cognitivi) si costruisce un quadro preciso, che permette al professionista di definire obiettivi mirati e realistici.

È possibile iniziare l’intervento prima dell’assegnazione dell’insegnante di sostegno?

Assolutamente sì.

Anche in assenza dell’insegnante di sostegno e di un PEI già attivo, è possibile — e auspicabile — iniziare subito a lavorare subito con il bambino autistico su:

  • Prerequisiti di collaborazione e motivazione al compito
  • Attenzione
  • Autonomie quotidiane (alimentazione, toileting, sonno)
  • Comportamenti problema
  • Comunicazione funzionale

Questa fase preliminare permette al bambino autistico di prepararsi in modo efficace all’inserimento scolastico e di massimizzare i benefici dell’intervento una volta avviato il lavoro con l’insegnante di sostegno.

Il ruolo centrale della collaborazione scuola-famiglia per i bambini autistici

Quando viene finalmente assegnato l’insegnante di sostegno ad un bambino autistico, il lavoro fatto in precedenza non si interrompe, ma si integra.

La chiave per un intervento riabilitativo efficace è la coordinazione tra i diversi contesti del bambino autistico:

  • Scuola (con PEI e insegnante di sostegno)
  • Casa (con i genitori)
  • Terapia (con il professionista)

Il professionista esperto in tecniche comportamentali guida tutte le figure coinvolte, assicurando che gli obiettivi riabilitativi siano coerenti, coordinati e monitorati nel tempo.

Quante ore servono per un intervento efficace nello spettro autistico?

La letteratura scientifica internazionale (soprattutto statunitense) indica che per massimizzare l’efficacia di un intervento ABA è necessario raggiungere almeno 20-30 ore settimanali di lavoro educativo-abilitativo.

Ciò richiede il coinvolgimento attivo:

  • Degli insegnanti di sostegno;
  • Dei genitori;
  • Delle figure riabilitative educative (educatore, terapista aba, logopedista, …).

Questo è possibile solo attraverso una formazione specifica dei caregiver.

È proprio in quest’ottica che il Progetto Autismo per Tutti propone corsi online dedicati alle famiglie e agli insegnanti, focalizzati su:

Conclusione: la diagnosi di autismo come punto di partenza, non di arrivo

Ricevere una diagnosi di autismo non significa ricevere una sentenza. Al contrario, può rappresentare l’inizio di un percorso di potenziamento, abilitazione e crescita.

L’importante è sapere quali azioni attivare, come strutturare l’intervento e con chi collaborare per aiutare al meglio il bambino autistico.

Dott.ssa Giulia Rosato

Educatrice professionale

Responsabile Servizi Progetto Autismo per Tutti

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