Attività di abbinamento per autismo: come sviluppare i prerequisiti alla didattica (B.2.4 – B.2.5)

Scopri come proporre attività di abbinamento per l'autismo e disabilità intellettiva con l'uso di immagini e foto. Per sviluppare abilità visuo-percettive e prerequisiti alla didattica.

Introduzione

Le attività di abbinamento nell’autismo sono tra le più semplici da proporre ma anche tra le più importanti quando lavoriamo con bambini e ragazzi che hanno una disabilità intellettiva.
In questo articolo vediamo due esercizi pratici che hai visto anche nel video:

  • abbinamento di immagini identiche (B.2.4)
  • abbinamento di immagini non identiche ma della stessa categoria (B.2.5)

Entrambe le attività fanno parte dell’Area B – Ragionamento visuo-percettivo e capacità logiche della nostra Guida gratuita per genitori e insegnanti e servono per costruire le basi per la didattica, la comunicazione e le attività scolastiche più strutturate.

Se il bambino o ragazzo fa fatica con le schede, con le consegne o con la lettura di immagini, in molti casi non è “non vuole”, ma “non ha ancora il prerequisito giusto”.

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Perché lavorare sulle attività di abbinamento nell’autismo

I bambini con autismo spesso apprendono meglio attraverso il canale visivo, ma questo non significa che tutte le attività con le immagini siano automaticamente accessibili.
Prima di lavorare su lettura, scrittura, PECS o agende visive è necessario che il bambino sappia:

  • osservare un’immagine
  • confrontarla con un’altra
  • riconoscere l’uguaglianza o la somiglianza
  • eseguire una consegna semplice (“metti uguale”, “abbina”)

Se questi passaggi non sono ancora presenti, il bambino farà molta più fatica ad accedere alla didattica classica (schede, discipline, compiti, libri) e anche alla comunicazione aumentativa e alternativa (CAA).

Attività 1: abbinamento di immagini identiche (B.2.4)

Questa è l’attività di base. Nel video vedi che vengono disposte 3 tessere sul tavolo (possono essere tessere di un memory o immagini stampate) e l’adulto chiede al bambino o ragazzo:

“Metti uguale”
“Abbina”
“Trova quella uguale”

All’inizio è corretto dare un prompt gestuale totale, cioè indicare chiaramente la tessera giusta o accompagnare la mano della persona.
L’obiettivo di questa fase non è “metterlo alla prova”, ma fargli capire cosa prevede il compito.

Cosa allena questa attività
  • attenzione visiva
  • discriminazione dei dettagli
  • rispetto della consegna
  • lavoro al tavolo
  • rinforzo della relazione educativa
Come aumentare la difficoltà
  • variare l’ordine delle immagini
  • aumentare il numero di carte da 3 a 6 e fino a 9
  • usare immagini “più simili” tra loro per vedere se il bambino ha davvero compreso.

Attività 2: abbinamento di immagini non identiche (B.2.5)

Questa è la versione “di livello successivo”.
In questo caso le immagini non sono uguali, ma rappresentano la stessa cosa: due gatti diversi, due paia di pantaloni, due sedie, due tipi di biscotti.

Qui il bambino deve fare qualcosa in più: non deve solo guardare la forma, ma deve riconoscere il concetto.

È un’abilità fondamentale perché è la stessa che gli servirà per:

  • riconoscere una lettera scritta in due caratteri diversi
  • capire che due giochi diversi possono avere la stessa funzione
  • riconoscere gli oggetti usati a scuola anche se sono diversi da quelli di casa
  • partecipare a giochi e scambi con i compagni

In altre parole: senza questa abilità la generalizzazione non parte.

Collegamento con la didattica (perché è un prerequisito)

Molti genitori e insegnanti ci dicono:

“Quando propongo una scheda, lui si blocca.”
“Non capisce cosa deve fare.”
“Con le immagini non lavora.”

Spesso il problema è a monte: se il bambino non sa riconoscere che due immagini rappresentano la stessa cosa (anche se sono diverse), farà fatica a:

  • imparare a leggere e scrivere
  • riconoscere i numeri nelle varie forme
  • seguire le indicazioni visive a scuola
  • usare le immagini per comunicare
  • giocare con i pari in giochi con carte/figure

Per questo nel video abbiamo utilizzato immagini di oggetti della quotidianità (bicchiere, sedia, biscotto, libro, acqua): partire da ciò che il bambino conosce riduce lo sforzo cognitivo e aumenta il senso di competenza.

Uso dei prompt e dei rinforzi

Quando insegni un’abilità nuova non correggere solo con “no, non è lì”.
Nei bambini con autismo o con disabilità intellettiva un rimprovero blocca il comportamento, non lo sviluppa.

È molto più efficace:

  1. dare l’aiuto giusto (prompt)
  2. far ottenere la risposta corretta
  3. rinforzare subito
Tipi di prompt che puoi usare
  • fisico: accompagni la mano
  • gestuale: indichi la carta giusta
  • visivo: riduci le alternative sul tavolo
  • verbale leggero: “metti uguale”, “cerca il biscotto”
Sfumatura del prompt

L’obiettivo non è che il bambino faccia sempre con l’aiuto, ma che lo faccia da solo.
Quindi:

  • prima aiuto totale
  • poi aiuto parziale
  • poi solo indicazione
  • poi nessun aiuto

Ogni volta che risponde correttamente → rinforzo: “ottimo!”, “bravissimo!”, cinque alto, piccolo premio, minuto di gioco.

Un aiuto ben dato vale più di un rimprovero. Il nostro obiettivo è l’autonomia, non la perfezione immediata.

Quando usare immagini reali e quando usare simboli

Nel video hai visto che la stessa attività si può fare:

  • con tessere di memory
  • con immagini reali
  • con immagini della quotidianità del bambino

Se il bambino è piccolo o è nella fase iniziale, parti da immagini di oggetti che conosce.
Solo dopo potrai passare:

  • a immagini più astratte
  • ai pittogrammi
  • alle immagini usate nei sistemi di Comunicazione Aumentativa e Alternativa (CAA)

Questo è fondamentale:
se il bambino non sa abbinare un oggetto alla sua immagine, non potrà usare quell’immagine per chiederlo.

 

Dott.ssa Giulia Rosato

Educatrice Professionale

Analista del comportamento

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attività di abbinamento per autismo

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