Autismo e Imitazione: le Guide e gli Aiuti da Fornire
Se il tuo bambino con autismo fatica a imitare i movimenti dell'adulto, sapere quali aiuti (prompt) fornire, e soprattutto come ridurli gradualmente, fa la differenza tra un'attività che funziona e una che genera solo frustrazione.
In questo articolo trovi la sequenza pratica degli aiuti da utilizzare per insegnare l’imitazione motoria, partendo dalla guida fisica totale fino alla completa autonomia del bambino, con l’attività dei cubetti colorati come esempio concreto.
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Perché l’imitazione è così importante nell’apprendimento?
Fin dalla primissima infanzia, l’imitazione è una delle principali modalità con cui l’essere umano apprende dall’ambiente. Grazie alle abilità imitative, i bambini assorbono comportamenti, azioni ed emozioni degli altri, e imparano a interagire in modo sempre più complesso con ciò che li circonda.
Quando questa capacità è compromessa, come accade spesso nell’autismo, il bambino rischia di perdere importanti occasioni di apprendimento anche in aree collegate, come le abilità di gioco e l’interazione sociale.
Qual è lo stimolo discriminativo corretto per iniziare?
Prima di fornire qualsiasi aiuto, è fondamentale dare al bambino un’istruzione chiara e sempre uguale: lo stimolo discriminativo “Fai uguale“, pronunciato mentre si mostra il modello da riprodurre (nell’esempio, una sequenza di cubetti colorati).
Questa istruzione va ripetuta in modo coerente ad ogni tentativo, così che il bambino impari ad associarla al compito richiesto.
Quali sono i prompt (aiuti) da fornire, in ordine di intensità?
Nell’insegnamento dell’imitazione è importante seguire una sequenza di aiuti che va dal più invasivo al meno invasivo, riducendoli gradualmente man mano che il bambino acquisisce l’abilità.
Ecco i prompt da utilizzare, in ordine:
1. Prompt fisico totale
Se il bambino è molto in difficoltà, si parte guidando completamente il movimento della sua mano, accompagnandolo a prendere il cubetto del colore corretto e a posizionarlo nell’ordine del modello.
2. Prompt fisico parziale
Per ridurre gradualmente la guida fisica totale, si passa a guidare solo il polso o il gomito del bambino, lasciando che sia lui a completare il movimento in autonomia parziale.
3. Prompt gestuale
Un ulteriore passo verso l’autonomia: l’adulto indica semplicemente il cubetto che il bambino dovrà posizionare, senza più guidarne fisicamente il movimento.
Un principio chiave: ogni aiuto va eliminato nel tempo
Qualsiasi tipo di guida fornita non deve diventare permanente. L’obiettivo è ridurre progressivamente ogni prompt per favorire la completa autonomia del bambino nell’esecuzione del compito.
Come gestire l’attenzione e gli errori durante l’attività?
Durante lo svolgimento dell’attività possono presentarsi alcune difficoltà comuni, che si gestiscono così:
- Se il bambino guarda poco il modello: assicurati sempre che osservi con attenzione la sequenza da riprodurre prima di dare lo stimolo discriminativo “fai uguale”
- Se il bambino è frettoloso e tende a prendere i cubetti prestando poca attenzione al modello, riporta gentilmente la sua attenzione al compito prima di procedere
- Se il bambino mostra insicurezza o commette errori, è importante fargli comunque portare a casa un successo, anche fornendo un minimo aiuto in più: questo favorisce l’apprendimento e mantiene alta la motivazione
In ogni caso, ricordati di rinforzare il bambino subito dopo l’esecuzione corretta del compito.
Come aumentare gradualmente la difficoltà?
Man mano che il bambino migliora le sue abilità imitative è possibile:
- Aumentare gradualmente il numero di cubetti nella sequenza
- Aumentare il numero di colori utilizzati
- Dare sempre meno prompt, per favorire la piena autonomia
Una variante utile dell’attività prevede di costruire con i cubetti il modello di una torre: in questo modo si lavora contemporaneamente anche sulla motricità fine, oltre che sull’imitazione.
FAQ e Domande frequenti
Qual è il primo aiuto da fornire se il bambino non imita per niente?
Il prompt fisico totale: si guida completamente la mano del bambino nell’esecuzione del movimento, per fargli sperimentare fin da subito il completamento corretto del compito e il rinforzo che ne consegue.
Cosa faccio se il bambino continua a sbagliare nonostante gli aiuti?
Quando il bambino esegue il compito con successo e costanza al livello di aiuto attuale, è il momento di provare il livello successivo (meno invasivo). Se il bambino fatica troppo con l’aiuto ridotto, si può tornare temporaneamente indietro.
Cosa faccio se il bambino continua a sbagliare nonostante gli aiuti?
È preferibile evitare il ripetersi dell’errore: meglio fornire un aiuto leggermente maggiore per garantire il successo, piuttosto che lasciare che il bambino sbagli ripetutamente, così da mantenere alta la motivazione e favorire un apprendimento senza frustrazione.
Ogni bambino segue la stessa sequenza di prompt?
Il principio (dal prompt più intensivo al meno invasivo) è generale, ma i tempi e i passaggi vanno sempre adattati al singolo bambino, osservando le sue risposte e i suoi progressi specifici.
Articolo a cura di Giulia Rosato, educatrice professionale e analista del comportamento (ABA), fondatrice di Progetto Autismo Per Tutti.
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